Quello che l’e-learning può fare…

 

Interessante articolo di Daniela Pellegrini pubblicato su www.portaleconsulenti.it

Sulla falsariga di una famosa canzone di Max Gazzè vogliamo riepilogare tutte le possibilità che oggi l’e-learning ci propone per la formazione. Teniamo subito conto che lo scenario in cui si muove la formazione online è quello della società liquida, iperconnessa, social e fortemente basata sull’informazione. In questo scenario le competenze digitali sono diventate strategiche per interagire e sfruttare pienamente le possibilità offerte dal web in generale. Il percorso stradale, i commenti di un ristorante, i pagamenti online, tutta la nostra vita oggi è semplificata dall’uso della tecnologia. Per questo le competenze digitali della popolazione si son evolute rapidamente. Questo uso massiccio del mondo digitale ha dunque cambiamo le abitudini, ma ha anche innalzato le aspettative rispetto alla comunicazione digitale. Con questi presupposti la proposta di e-learning che deve confrontarsi con utenti ormai esperti, deve per forza evolvere i propri strumenti.

Ecco dunque, quello che l’e-learning può fare…

• L’e-learning può fare …. #apprendere con il video-learning

La fruizione di contenuti video è divenuta sempre più comune in e-learning, soprattutto per coinvolgere sempre di più il partecipante, promuovere l’attenzione e l’interesse, ma anche semplificare la descrizione di casi, situazioni e scene prima solamente commentate con testo, audio e immagini. Il video è utilizzato in e-learning per:
– promozione del corso (cosiddetti “learning spot”);
– visualizzare contenuti animati integrati alla pagina html5 (evoluzione della “pagina flash”);
– testimonianze e video lezioni (riprese dell’esperto);
– video casi, presentazione di situazioni e casi aziendali;
– video umoristici e/ o cartoon utilizzabili come casi, apertura, riepilogo o motivazione;
– webinar registrati.
Indubbiamente il video è uno strumento didattico ricco e gradito daipartecipanti, ma va sicuramente integrato ad altri strumenti o reso interattivo per coinvolgere maggiormente il partecipante.

 

• L’e-learning può fare …. #giocare per imparare

Ormai è ampiamente diffuso l’approccio didattico che punta all’ibridazione tra video-gioco e strumenti educativi per creare e realizzare il massimo coinvolgimento/engagement del partecipante, e sviluppare attraverso la forte interattività progetti formativi orientati alla sperimentazione di comportamenti (seppure simulati). Ingredienti fondamentali della gamification sono: sfida, competizione, scenario e premi (punteggi, status, badge);

• L’e-learning può fare …. #usare i dispositivimobili

Le statistiche delle piattaforme e-learning raccontano di una quota percentuale in crescita nell’uso dei dispositivi mobili per la formazione. Ciò racconta come per l’utente non ci sia distinzione nell’uso del corso da pc o da smartphone o tablet. Per questo i produttori di corsi devono adeguare i loro strumenti didattici per essere “responsive” cioè adattare il contenuto alla fruizione da mobile (senza eccessivi scrolling, o esigenza di zoom). Progettare in modo responsive richiede un elevato livello di consapevolezza nel trattamento dei contenuti, sono solo tecnicamente, ma sul piano didattico per costruire esperienze di apprendimento brevi, interattive e significative. La fruizione mobile richiede inoltre un significativo ragionamento sulla sostenibilità del corso in diverse tipologie di connessione (wi-fi o connessione dati).

• L’e-learning può fare …. #evolvere il tracciamento

xAPI è una novità recente ma con un futuro dirompente. Promette di rompere le barriere dei classici LMS, poiché:
–    accoglie informazioni da diverse fonti (anche al di fuori della piattaforma);
–    interpreta in senso lato ciò che si considera esperienza di apprendimento (es. aula, lettura, esercizi, ecc.) fornendo un quadro globale dell’azione formativa svolta dalla persona;
L’aspetto più interessante è che lo standard xAPI non parte da una rigida descrizione di come l’oggetto corso deve registrare le informazioni, ma attribuisce a ogni singolo strumento formativo (indipendentemente dalla localizzazione e dalla natura dell’oggetto digitale) di codificare l’esperienza in un formato stabilito. L’oggetto acquisisce i dati per poi comunicarli in modo stabilito al software aggregatore dei dati (Learning Record Store).
Il ruolo della piattaforma e-learning (LMS classico) diventa quello non più l’ambiente unico e privilegiato di fruizione, ma ne costituisce un “aggregatore/codificatore” dell’esperienza.

• L’e-learning può fare …. #imparare dagli altri, usare il social learning

In un settore dove improvvisamente irrompe il modello del 70:20:10 e sconvolge i piani degli enti formativi, la dimensione dell’apprendimento informale (al di fuori dei percorsi formativi classici), ma anche l’importanza del social learning assumono una rilevanza essenziale. Oggi il networking (il far parte contemporaneamente di diverse comunità di pratiche e/o di interesse), l’identità digitale e il personal branding e social linking, facilitato l’accesso a informazioni specifiche e condivise, ma anche la possibilità di relazionarsi con una molteplicità eterogenea di soggetti in relazione alle proprie esigenze, rendendo l’apprendimento informale ancora più interessante. Per questo l’e-learning deve porsi sempre di più la sfida di costruire delle community sui corsi per valorizzare all’interno dei canali istituzionali anche la dimensione sociale e realizzare un dialogo costante tra il social e il corso per alimentare dalla user genereted content, strumenti di micro e rapid learning che sostengono ed arricchiscono il percorso formale di formazione.

Continua


Articolo di Daniela Pellegrini per il blog

Quello che l’e-learning può fare… ultima modifica: 2017-06-23T11:59:50+00:00 da Redazione E-learningSpecialist

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