Tinkidoo: la piattaforma di social learning dedicata agli Smart Toys

learning

In quali circostanze un progetto eLearning ha successo ai giorni nostri? Questa è la domanda che assilla, o dovrebbe assillare, un progettista didattico nel momento in cui nasce il bisogno di realizzare un progetto eLearning interno o per conto di un committente. La risposta non può essere universale; come ben sappiamo infatti un progetto eLearning è sempre situato in un contesto aziendale o educativo che ha delle sue specificità da rispettare. Tuttavia, in un’epoca caratterizzata dalla presenza costante del digitale nelle nostre vite, ovvero nelle vite dei nostri utenti finali, non ci si può più affidare ad un approccio artigianale allo sviluppo dei progetti eLearning, ma occorre sposare un approccio basato sui dati. Quali dati in particolare? Quelli sui consumi culturali delle persone, quelli sulle tendenze in atto nella formazione, quelli più generali sulla digital life. Cosa ci dicono questi dati, ovvero queste tendenze e previsioni? Ci mostrano chiaramente come i destinatari dei nostri interventi formativi online fanno uso degli strumenti digitali più disparati, dove e come si formano delle opinioni su cosa acquistare, come pagano e cosa sono disposti a condividere sui social network.

Una prima risposta basata sull’analisi a livello globale di questi dati, ci dice che un progetto di eLearning ha più chance di avere successo quando è possibile fruire liberamente dei contenuti anche da mobile, quando i contenuti sono brevi e ben focalizzati su un obiettivo, quando è possibile condividere con altri la propria esperienza in maniera immediata e quando l’esperienza è coinvolgente.

In poche parole un progetto eLearning dovrebbe essere anche un progetto di:

social learning

mobile learning

microlearning

game based learning

Queste non sono ovviamente solo delle opinioni. I numeri parlano chiaro. Questa ottima analisi di Docebo, svolta in collaborazione con Towards Maturity, mostra chiaramente quello che sta succedendo: le organizzazioni che adottano il modello formativo 70:20:10, che vede al centro la formazione social, riescono ad aumentare le performance individuali e aziendali, supportando gli utenti con la formazione esattamente quando e dove serve.

Non solo Towards Maturity, ma anche Aberdeen Group insiste molto sulla dimensione centrale del Social Learning. Già a partire dal 2014, secondo Aberdeen, le aziende che hanno adottato il social learning come parte della strategia di formazione interna, ottengono infatti risultati soddisfacenti e ROI elevati.

learning

Anche i numeri sul Mobile Learning parlano chiaro. Con la crescente penetrazione degli smartphone, si è venuto a creare un clima favorevole all’adozione della formazione tramite dispositivi mobili. E si tratta di un trend destinato a crescere, anche a discapito della formazione tramite PC o tablet. Infatti dall’inizio del 2016 a livello globale gli accessi a internet da dispositivi mobile ammontano a una quota totale del 39%, con un aumento del 21% rispetto al 2015. Nello stesso periodo, è in diminuzione l’utilizzo delle piattaforme desktop (-9%) per la navigazione sul web, e lo stesso vale per i tablet (un drastico -21%).

A partire dal 2016 si è imposto nel settore anche il Microlearning,  ovvero di una metodologia di produzione di contenuti di breve durata, auto consistenti e fruibili da più piattaforme. La formazione bite-sized è diventata ancora più popolare grazie ad aziende come Pandora, Google e Gap Inc., che hanno adottato nuovi approcci formativi basati sul microlearning. Sono spesso i video ad essere il medium privilegiato per la formazione bit-sized tramite dispositivi mobili, e ciò non deve sorprendere: secondo le analisi di We Are Social in Italia il 62% delle persone ha uno smartphone, e Il 30% lo utilizza per guardare video (percentuale che è ancora più alta per i Millennials).

Diamo infine dei numeri a supporto anche dell’ultima caratteristica chiave di un moderno progetto eLearning: il game-based learning. Secondo Ambient Insight, un analista indipendente che si occupa da anni del settore, la formazione game-based sta riscuotendo sempre più successo a livello globale, al punto che la crescita media prevista nei prossimi anni (2016-2021) è in media del 22,4% ed è praticamente raddoppiata rispetto al precedente periodo analizzato (2006-2011).

learning

Tinkidoo aveva ed ha una mission chiara: aiutare educatori e genitori a sviluppare le competenze digitali nei bambini e ragazzi utilizzando gli smart toys.Un’idea originale della founder Sonia China, supportata dalle analisi realizzate a livello comunitario da più istituzioni che vedono il nostro paese fanalino di coda in Europa per la diffusione di competenze digitali e STEM. L’approccio iniziale era basato su una metodologia blended: seminari face to face con gli educatori ed una community su facebook  nella quale discutere. L’esplosione dell’interesse verso il modello Tinkidoo ha fatto nascere due necessità: allargare la community degli educatori e genitori, sfruttando maggiormente i canali online ed aumentare l’offerta formativa includendo l’educazione al digitale degli adulti, in particolare dei cosiddetti tardo-adulti (55-64).

Nasce così l’Academy Lab di Tinkidoo: 30% contenuti on-demand, 30% social learning e 30% coaching. Il 10% che resta? Uno smart toys fisico, che completa l’offerta! La formazione on-demand è costituita da brevi video (microlearning) fruibili anche da mobile, che vengono creati e caricati con regolarità, allargando sempre di più le tematiche affrontate. Il social learning è basato su una community di educatori e genitori che si scambiano consigli e suggerimenti alla pari. Il coaching, ad oggi la vera novità del modello, viene svolto dagli esperti di Tinkidoo sia in modalità on-to-one che di gruppo. E’ un coaching di orientamento per sviluppare progetti specifici con gli educatori che parte dalla selezione dello smart toy più adatto alla platea da formare ed arriva ad un co-design dell’attività formativa. Il coaching orientato al co-design degli interventi formativi, riscuote particolare successo tra i formatori aziendali impegnati nell’adeguamento delle competenze digitali dei dipendenti adulti ed in generale tra i formatori impegnati ad innovare l’esperienza d’aula. In tali contesti infatti, l’utilizzo degli smart toys non è affatto scontato e richiede una progettazione a “quattro mani” con gli esperti Tinkidoo” e talvolta anche una co-conduzione degli interventi formativi.

Le esperienze maturate nel coaching diventano spesso anche elementi da condividere con la community o nuovi topic per la formazione on demand. E’ il caso del filone “Smart toys come ice-breaker” nato da un’esperienza di formazione in azienda nel contesto di un corso dedicato ai nuovi scenari della formazione online. In questo intervento il corso si apriva con una sessione di gioco in squadre il cui obiettivo era costruire e programmare m-Bot, un kit di robotica educativa attraverso il quale imparare a programmare. Lavorare con m-Bot a squadre è una attività che richiede l’attivazione di diverse competenze che vanno dalla multidisciplinarietà, alla collaborazione, dalla creatività alla progettazione e messa in opera. L’intero processo del Design thinking viene attivato in questo tipo di attività ed al formatore non resta che sfruttare il clima positivo che si è generato per introdurre tematiche che richiedono un cambio di prospettiva ed una predisposizione verso la scoperta di soluzioni innovative. Nato, da un’esperienza di coaching questo filone ora è parte dell’offerta formativa di Tinkidoo.

D’altro canto le piattaforme di coaching e mentoring online sono una delle grandi novità degli ultimi anni nel panorama delle learning technologies. Tra le start-up che hanno ottenuto gli investimenti più interessanti negli ultimi 2 anni nel settore education, molte appartengono a questa categoria: Everwise, Mentorcloud, Degreed, Pathgather.  D’altra perte, anche un colosso della formazione online come Udacity (leader mondiale dei MOOC), già da qualche anno ha aggiunto alla fruizione dei corsi online, la possibilità di consultare un coach.

Su queste basi dunque si sta sviluppando l’Academy Lab di Tinkidoo, che mira a diventare l’hub italiano online per lo sviluppo delle competenze digitali.

 


Valentina Piccioli

Chief Learning Officer

http://www.tinkidoo.it/

Linkedin: https://www.linkedin.com/in/valentina-piccioli/

Tinkidoo: la piattaforma di social learning dedicata agli Smart Toys ultima modifica: 2017-05-04T10:00:13+00:00 da Redazione E-learningSpecialist

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *